BALLO DEBUTTANTI DI STRESA E SOLIDARIETA'

un binomio inscindibile





Nel 2012 hanno avuto inizio le collaborazioni con "Gli amici dell'oncologia" di Verbania e la Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica - delegazione di Varese cui è seguita nell'edizione 2014 la collaborazione con l'Associazione Veronica Argento Onlus di Verbania che si occupa di assistenza ai malati ematologici, nel 2015 AIRC nel 2016 LILT.

APEVCO ha offerto A Rachele Somaschini nel 2012, Elena Poetini nel 2013 affette da Fibrosi Cistica, Clizia Mencaraglia nel 2014 guarita da una grave forma di leucemia grazie la trapianto del midollo osseo,  a Federica Colombo che è stata affetta da sarcoma di Ewing, una forma di neoplasia che rientra nella categoria dei sarcomi ossei, l’accesso gratuito al Ballo. Attraverso questa esperienza Rachele, Elena, Clizia e Federica hanno potuto vivere un indimenticabile momento insieme alle altre deb con le quali hanno stabilito un rapporto di solida e sincera amicizia che tutt’oggi continua.

Per l'edizione 2016 e 2017 è stata stabilita la collaborazione con LILT (Lega Italiana Lotta Tumori) sezione VCO (Verbano Cusio Ossola).

Nel 2016 APEVCO ha offerto a Simona Lovecchio, che è stata affetta da macro adenoma ipofisario, la partecipazione gratuita all'evento come Testimonial Lilt.

E' stata inoltre scelta Francesca Evangelista quale Testimonial dell'Associazione Italiana Lotta al Neuroblastoma Onlus. Considerata l'attenzione di APEVCO verso i bambini abbiamo pensato di sensibilizzare l'opinione pubblica a sostenere le Associazioni che si occupano delle malattie infantili scegliendo una bambina solare e comunicativa come Francesca alla quale faremo vivere il suo sogno di diventare una principessa per un giorno oltre, e sopratutto, a trasmettere un messaggio di speranza in tutti coloro che stanno affrontando la malattia. 

Si sono susseguite le seguente Testimonial LILT: nel 2017 Giada De Marchi, nel 2018 Alice Paggi e nel 2019 Paola Gurumendi Leon.

Nel 2020 confermata la presenza della Onlus LILT Sezione VCO e il ritorno della Fondazione sulla Ricerca della Fibrosi Cistica delegazione di Varese. Quindi nel 2020 le testimonial saranno due ragazze.

   

Tutto ciò conferma che la solidarietà rappresenta per APEVCO un punto fermo vitale e primario, assolutamente irrinunciabile.


CONFERMATA per l'edizione 2020

la collaborazione con la onlus

LILT Sezione Verbano Cusio Ossola

e INSTAURATA LA NUOVA COLLABORAZIONE

con la Fondazione sulla ricerca della Fibrosi Cistica Delegazione di Varese


La Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori è un Ente Pubblico e opera sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e sotto vigilanza del Ministero della salute. Si articola in Comitati Regionali anch'essi enti pubblici, i quali hanno il compito di coordinare a livello regionale, le diverse attività delle Sezioni Provinciali. Da oltre 80 anni opera nel campo dei tumori su tutto il territorio nazionale.

La Sede Centrale della Lega Italiana per la lotta contro i Tumori, risiede a Roma e si suddivide (o si articola) in 106 Sezioni Provinciali. Le 106 Sezioni Provinciali sono amministrate da un Presidente e da un Consiglio direttivo, che godono della più ampia autonomia. Il bilancio della LILT è sotto il controllo dello Stato.. 

Oblazioni e iscrizioni ricevute da ciascuna Sezione, devono essere impiegate per fini oncologici all'interno dei confini del territorio della Provincia stessa. Alla sede Centrale di Roma viene solo conferito l’uno per mille, quali contributo alle spese generali.

La Sezione Provinciale è un organismo associativo non lucrativo di utilità sociale (ONLUS) che opera in modo autonomo sul territorio e sotto le direttive della Sede Centrale e dei rispettivi Comitati regionali di coordinamento.

Oblazioni e iscrizioni ricevute da ciascuna Sezione sono impiegate per fini oncologici all'interno dei confini del territorio della Provincia stessa. La LILT è un importante Ente a carattere associativo che svolge attività nei settori della prevenzione, diagnosi precoce, assistenza, educazione sanitaria, ricerca. 

 

RICONOSCIMENTO ALLA LILT

ENTE DI NOTEVOLE RILIEVO

 

Con decreto interministeriale, in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il nostro Ente è stato riconosciuto (da ente di normale rilievo) Ente di "notevole" rilievo, riconfermandosi come ente pubblico. 

«Nel Giugno 2010 è nato Pietro, il secondo dei miei figli, che è affetto da fibrosi cistica. Toccato il fondo bisogna risalire. Fare qualcosa di utile – racconta mamma Gina. Eravamo in cura a Milano; da una serie di ricerche su Internet avevamo scoperto che Verona è il primo centro FC in Italia. Passati nove mesi dalla diagnosi, ci fu l’incontro con il professor Mastella, grande conoscitore della FC con un’umanità infinita. Gli si fece domande a raffica tra lacrime e sconforto. Lui continuò a rassicurarci dicendo che comunque bisogna credere nella ricerca e aiutare gli altri a farlo, per trovare una guarigione. Sosteneva che un bambino malato dovesse vivere come gli altri».

Nel maggio 2011 nacque la Delegazione FFC di Varese. «Volevamo fare capire alle persone la fortuna che si ha ad essere sani e invitarle a guardare fuori dal proprio guscio – spiega Gina. La malattia ancora non è abbastanza conosciuta; non si sa che non è contagiosa e finché ci sarà mancanza di cultura nel  mondo scolastico, nei genitori e nelle famiglie, l’integrazione tra bambini sani e malati troverà degli ostacoli. Un bambino malato è un’opportunità per tutti coloro che hanno la possibilità di conoscerlo. Chi non lo mette da parte e non ha paura di conoscere ne viene arricchito».

La rabbia, il dolore, i sensi di colpa, la frustrazione hanno iniziato ad attenuarsi nello scambio di esperienze che porta l’incontro tra famiglie di malati diversi. «Abbiamo imparato tanto – riflette Gina. Non siamo i soli: il dolore e la tristezza sono anche di altri, che magari sembrano non avere problemi, ma in realtà semplicemente non li mostrano. Possiamo contare sulla solidarietà e l’aiuto di tante persone. C’è anche chi non vuole capire, ma abbiamo imparato a calibrare ciò che diciamo, perché a molti non importa di sapere tutto.

Il nostro obiettivo è quello di informare e lottare sempre, per dire un giorno a nostro figlio che comunque abbiamo cercato di farlo vivere in modo migliore. Ogni tanto mi perdo d’animo: quando non sta bene scatta il sentimento d’impotenza e la sfiducia verso tutto e anche verso la ricerca.

La Delegazione è stata creata da me e mio marito a testimonianza di un impegno che ci siamo presi nei confronti di Pietro e di tutti i bimbi speciali come lui. Abbiamo fiducia nella scienza e speriamo che anche altri vogliano condividere la nostra scelta, trovare il tempo, e aiutarci a creare un gruppo un po’ più numeroso». I tempi sono quelli che sono ma la ricerca non può aspettare tempi migliori.

Intanto a darsi da fare per il proprio fratellino, ci pensa anche Ale, il maggiore dei due, che non è molto espansivo, ma tutto osserva, molto impara e tanto aiuta. Alla sua mamma, che per proteggerlo cercava di non coinvolgerlo troppo, un giorno ha detto: «Mamma, tu non hai voluto dirmi tanto, ma io ho letto tutto. Voglio sapere cosa possiamo e dobbiamo fare. Io sono un bambino ma capisco tutto».

Ora tocca a voi sperimentare l’importanza di dedicare tempo agli altri, per sostenere la ricerca e farla correre verso il traguardo della cura definitiva.