SOLIDARIETA'

LILT SEZIONE REGGIO CALABRIA

TESTIMONIAL LILT 2018 PAOLA EVELYN LEON GURUMENDI

Ho imparato a lottare come un leoncino

La malattia? Che Rabbia

 

Quando ci si ammala a 13 anni non si pensa di avere la forza d'andare avanti, ma con il passare del tempo ti abitui alle stanze bianche degli ospedali, diventi una piccola infermiera che segue le sue stesse cure e ti senti come una leoncina piena di forza, soltanto che sinceramente in fondo a tutto questo, ti sentì solo persa e arrabbiata.

Mi hanno sempre detto di non mollare ho fatto mille promesse, a mille persone, ma ricorderò sempre la prima di tutte espressa dopo l'intervento al mio primo fisioterapista.

Lui si che sapeva come farmi tornare il sorriso: era bello, bruno e molto giovane mi piaceva un sacco.

 

Ricordare il periodo in Istituito non è bello, ma a volte mi aiuta a superare le difficoltà recenti perché ripeto a me stessa “hai superato un ostacolo così grande che questo deve essere un gioco. No hai vinto la guerra, ma solo la battaglia: questo è già un bel traguardo. Non tutti ce la fanno e tu sei viva ricordatelo”.

Sono passati tredici anni ormai e ho ripreso a vivere tra mille difficoltà, delusioni, tradimenti e persone perse. Vivo una vita totalmente diversa dalle mie coetanee: non sono una ragazza che pensa al vestito, al gioiello, all' ultimo modello di cellulare. Mi sento di un altro genere: preferiscoi romanzi alla serata in discoteca, amo la musica e la scrittura creativa non mi piace il casino delle serate sui Navigli (che sia chiaro ogni tanto ci vado con mia cugina e qualche amico) ma sento che non è il mio mondo, che quella dalle grandi serate non è la parte migliore di me.

 

Molte volte purtroppo sono entrata in depressione: erano i giorni peggiori perché niente aveva un senso, ma poi ho scoperto l'amore. A diciotto anni mi innamorai per la prima volta e anche se non è andata bene, grazie a questa storia ho cominciato a scrivere. Ho ritrovato nei fogli bianchi una voglia pazzesca di esprimere i miei desideri creando mille poesie su un amore cercato e fino ad ora non trovato.

 

Si Ragazzi posso dire che la scrittura mi ha salvato la vita. Poco tempo dopo ascoltai per caso un brano dei Moda' Scusami e da allora sono diventati la colona sonora dei miei momenti.

Ora sono diventata una loro grande fan e posso dirvi che non c'è giorno che non ascolti una loro canzone: sono una romantica nata che crescendo non fa altro che scrivere poesie, storie, avventure, che legge romanzi a volontà e ascolta musica per non restare ferma; Sono appassionata di danza, di moto, di viaggi e soprattutto della mia famiglia.

Il mio ultimo periodo di depressione mi ha veramente distrutta, ma anche in questo caso il mio angelo custode mi ha fatto un bellissimo dono che non ho più lasciato.

In quei giorni bui ho scoperto la mia seconda famiglia: i B.Livers, ragazzi che come me lottano per un futuro migliore fuori dagli ospedali.

Grazie a Bill Niada il fondatore del progetto B.Live e soprattutto a tutte le persone che lavorano con lui ho ritrovato la voglia di vivere, quella voglia che non avevo più.

 La mia vita non è mai stata rosa e fiori, ma non per questo ho mollato, anzi provo sempre a guardare avanti e mai indietro perché ciò che mi rende unica, come ogni essere umano è la consapevolezza che lottare sarà sempre il modo migliore per sopravvivere in questo mondo.

Paola Gurumendi